A.S.D. Trailrunners Finale Ligure

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DUE PAROLE CON MAURIZIO SCILLA


Parlaci di te:
Per tutti ormai sono “Mau”,nato a Biella nel 1961, una figlia (Arianna) di 24 anni, da sempre appassionato della montagna, vegetariano da trentatre anni, dopo diversi anni passati a correre su strada, qualche anno passato ad arrampicare, sono passato ai trails, esordio nel 1995. Dal 2006 al 2013 ho fatto parte del “Team Lafuma”, come compagni ho avuto Karine Herry,Corinne Favre e Nathalie Mauclair, Antoine Guillon, Guillaume Millet, Pascal Blanc, Lionel Trivel, Patrick Bohard,fenomeni del “trail running”; per molti anni ho gareggiato quasi sempre in Francia, dove ho trovato un ambiente ideale e mi sono tolto qualche soddisfazione. Negli ultimi anni sono aumentate le gare in Italia e così ho potuto conoscere molti luoghi prima sconosciuti e condividere la passione con molti amici.
Sono stato Team Manager del Team Lafuma Italia e ho fatto parte dell’ Alpstation Trail Team per due anni, ora sono il Coach dello Spirito Trail Team.
Faccio parte della redazione di Spirito Trail sin dagli albori, e quindi con soddisfazione ho condiviso la crescita del nostro magazine. Organizzo da 11 anni il Trail Monte Casto e con gli amici Nico Valsesia e Marco Abbà organizzo il Red Bull K3 e il Vialatteatrail. Ultima info, poi non vi tedio più faccio parte del Consiglio Direttivo dell’ITRA.

Quando hai iniziato a praticare il trail running e come l'hai scoperto?
Come già accennato, il mio primo trail è stata la 6000 D nel 1996 a La Plagne in Francia, ai tempi sui 50 km e 3000 m D+, ma praticavo già la corsa in montagna. D’altra parte sin da piccolo mia madre mi ha portato in montagna e anche da ragazzino con gli amici avevamo l’abitudine di andare a dormire nei rifugi e far festa (in qualche modo un terzo tempo ). Dopo aver corso per diversi anni su strada e aver iniziato a partecipare a gare di corsa in montagna, in uno dei tanti viaggi in terra francese, ho scoperto che c’erano queste gare lunghe, così con l’ amico Maurizio Bider ( con lui scorazzavo già per le nostre montagne di corsa), abbiamo deciso che fosse arrivato il momento di metterci alla prova in una gara di tal tipo. Da quel momento non mi sono mai allontanato da questo sport tranne per le due operazioni alle quali mi sono sottoposto!

Raccontaci come ti alleni:
Come mi alleno? Poco e male Son finiti i tempi degli allenamenti curati, con ripetute affaticanti, carichi di  3 gg in montagna etc, alla ricerca dei risultati. Ora mi alleno molto poco e non ho pretese, ma mi sto divertendo un sacco perché condivido le esperienze delle ultra con la mia compagna Alessandra, un nuovo modo di vivere il trail che mi sta arricchendo di nuove sensazioni e gioie.

Raccontaci cosa mangi (ci sono cibi che prediligi/cibi che eviti ecc)
Sono vegetariano dal 1984. So benissimo che i dolci non mi fanno bene ma tante volte mi ritrovo a strafogarmi di gelato per esempio e poi se c’è da far festa non mi tiro di sicuro indietro! La birretta a cena non manca quasi mai, diciamo che non sono un gran esempio da seguire

Il tuo ricordo più bello legato al trail?
Ventun anni di trail, un ricordo è troppo poco
Il primo che mi viene in mente è la prima vittoria alla Maratour des Glaciers, dove a metà gara ci siamo ritrovati da soli con enorme vantaggio, io e il francese Michel Grillo, ai tempi non ci conoscevamo, ci siamo guardati negli occhi e entrambi ci siamo detti “on arrive ensemble”, quell’arrivo lo ricordo benissimo.
Come dimenticare il Defi de l’Oisans, sei giorni di gare e battaglie con Benoit Laval, il patron di Raidlight? Battaglia vinta nettamente da lui, ma sei giorni in montagna dormendo in rifugio, in compagnia favolosa (tra gli altri Corinne Favre), come si possono dimenticare?
Ultimo ricordo, tre anni fa alla Guadarun, in Guadalupa, con Alessandra, 7 tappe in sei isole diverse, dormendo in bivacco, con una tappa nella giungla, molto “wild”,compagnia ottima, semplicemente indimenticabile!

E quello più brutto?
A dire il vero non ho ricordi terribili, forse il più triste l’anno scorso alla TDS, quando al Cormet de Roselend, Ale ha dovuto ritirarsi per un problema all’achille, che aveva già prima di partire. Era appena diventato buio e partire per affrontare la notte, senza poter condividere quell’esperienza, mi ha lasciato un groppo alla gola, che ho cancellato subito con il pensiero”Ora muoviti che devi arrivare anche per lei!”.

Cosa ti ha trasmesso questo sport?
Mi ha cambiato la vita, mi sono tolto tantissime soddisfazioni per il mio livello, ho vissuto anni favolosi nel Team Lafuma, ho conosciuto persone eccezionali, ho visto posti favolosi in giro per il mondo, sono diventato organizzatore e così posso far conoscere la mia valle e i miei sentieri. E quanto mi ha aiutato ad uscire dal periodo difficile della separazione! Cosa volere di più?

Pratichi altri sport?
Al momento no, ho praticato la mtb, poi per diversi anni ho partecipato alle granfondo di sci di fondo, ho una bici da corsa che ha l'artrite a forza di non essere usata, mi annoio in piscina

Qualche consiglio a chi si vuole avvicinare a questo sport per la prima volta
Prima di tutto una cosa, non seguite la tendenza deleteria che va per la maggiore ora, il “tutto subito”.
Mi spiego, ora chi inizia a fare trail, al primo anno parla già di UTMB e di Tor, ma per me non ha senso, bisogna saper godersi e assaporarsi le cose e non avere fretta, non bruciare le tappe. Il nostro sport sta cambiando, è diventato di moda, ma mi auguro che le new entries riescano a raccogliere da chi lo pratica da tanti anni i giusti valori, quali il rispetto per la montagna, l’amicizia e spero che non si riduca tutto a una mera questione di risultati.

Raccontaci i tuoi progetti futuri:
Per il futuro immediato, l’organizzazione di un trail autogestito il 12 marzo all’interno del progetto Trail Aid “Corro ma non tremo” ideato da Ottavio Massarenti. Per quanto riguarda le gare, finire l’UTMB con Ale e magari trovare una bella gara su un’isola per abbinare vacanze e trail. Il sogno nel cassetto, una gara negli States, spero nel 2018!